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TUSCANY GREEN HOLIDAY
NEWSLETTER
Riteniamo cosa utile che un Gestore di agriturismo o casa
vacanza tenga presente quale è la politica della Regione Toscana
in ordine a particolari aspetti ...


Il progetto, voluto dalla Regione Toscana, nato con l’obiettivo
di porre in contatto domanda e offerta di turismo scolastico.
Infatti, analizzando i cambiamenti della domanda turistica degli
ultimi anni, la Regione Toscana ha compreso quanto ormai sia
divenuta una necessità riconsiderare l’organizzazione dei viaggi
d’istruzione convogliando in un’unica offerta tutte le
risorse dei singoli territori della Toscana.
Il progetto regionale punta a mettere in relazione gli
intermediari e i produttori dei pacchetti turistici, gli
operatori della filiera turistica e l’istituzione scolastica. In
particolare il progetto è coordinato dall’Agenzia per il Turismo
della Provincia di Arezzo che in stretta collaborazione con le
A.p.t. di competenza offre i suggerimenti necessari alla
realizzazione di itinerari tematici e di percorsi adatti alle
classi anche tenendo in considerazione i programmi scolastici.
Convinti che l’accoglienza sia alla base di ogni offerta
turistica, ma che la qualità faccia la differenza, la Regione ha
redatto il disciplinare “Benvenuti in Toscana Ragazzi” che si
inserisce nel progetto regionale “Benvenuti in Toscana”.
Scopo del disciplinare è quello di incoraggiare l'adesione delle
imprese al miglioramento degli standard qualitativi connessi
all'accoglienza, oltre che contribuire alla valorizzazione delle
risorse minori.
Il disciplinare si basa sull'adesione volontaria delle imprese
che dovranno impegnarsi, nel caso delle strutture ricettive, a:
-
non superare la sistemazione di tre ospiti per camera,
mettere a disposizione camere singole per gli accompagnatori
e spazi per incontri a carattere didattico/ricreativo;
-
predisporre un menù di almeno tre portate che valorizzi la
tradizione gastronomica locale;
-
essere flessibili negli orari di rientro notturno.
Nel caso delle Agenzie di Viaggio, a:
-
fornire pacchetti che tengano conto delle esigenze
didattiche espresse dal gruppo;
-
utilizzare fornitori in grado di garantire standard di
qualità;
-
seguire modalità standard di presentazione del pacchetto;
-
concordare la visita e assicurare i necessari collegamenti
con i programmi didattici del gruppo/classe con le guide
turistiche se fornite.
Il progetto si sviluppa attraverso una serie di iniziative di
carattere comunicativo e promozionale, prima fra tutte la
creazione di questo sito internet contenente informazioni sugli
itinerari più interessanti dal punto di vista didattico,
storico, culturale e ambientale e sulle strutture ricettive più
adeguate ai giovani.
Inoltre, attraverso lo studio dei questionari che sono stati
inviati a 13385 scuole italiane, all’interno del sito sarà
consultabile una sezione contenente le schede didattiche
differenziate per tipologia di scuola e classe di cui gli
insegnanti potranno usufruire per la progettazione del viaggio
di istruzione. Nel sito sono presenti anche i link di accesso ai
portali delle singole A.p.t. della Toscana.
Attraverso l’attivazione di newsletter per le scuole vengono
fornite molteplici informazioni, come ad esempio le proposte
didattico-commerciali comprendenti le eventuali facilitazioni
che potranno essere concesse ai gruppi scolastici.
Certi che questo progetto non potrà che offrire nuove
opportunità per scoprire la nostra regione, non ci resta che
augurare “Benvenuti in Toscana Ragazzi”.
TUSCANY GREEN HOLIDAY
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http://www.ecolabel.it
Benvenuti alla nuova newsletter del portale Tgh.
L'argomento di oggi: "E' il turismo culturale a tirare di più in
Italia"
Uno studio dell'istituto di ricerche sulle attività terziarie (Irat)
del Cnr
Il turismo culturale ha saputo mantenere un trend costante di
crescita e ha sviluppato i maggiori incrementi tra il 1999 ed il
2004: +34,5% gli arrivi e +37,7 le presenze, contro +7,8% arrivi e
+6,2% presenze nelle destinazioni balneari. Lazio, Toscana e Veneto
le più amate per le città d'arte, mentre il Sud è a «macchia di
leopardo»
Il turismo culturale trionfa in Italia dove, grazie alla ricchezza
dei beni artistici diffusi sul territorio, attrae un terzo dei
visitatori (più delle località balneari) e quasi la metà degli
stranieri. Un modello vincente che, adeguatamente potenziato e
valorizzato, può assicurare al nostro Paese un vantaggio competitivo
nella globalizzazione dei mercati. Ad analizzare questo settore è
uno studio di Maria I. Simeon dell'Istituto di ricerche sulle
attività terziarie (Irat) del Consiglio nazionale delle ricerche,
pubblicato nel volume «Il turismo tra teoria e prassi» (Esi editore)
in corso di stampa.
Nel 2005 si conferma la crescita della domanda turistica in Italia,
con un aumento del 2,7% sia negli arrivi sia nelle presenze rispetto
all'anno precedente, quando si sono registrati quasi 86 milioni di
arrivi e 345 milioni di presenze, di cui circa 3 su 10 straniere. Il
trend è dunque positivo, anche se tra il 2000 ed il 2004 gli arrivi
sono aumentati del 7,4%, mentre le presenze solo del 2%: si è
ridotta quindi la permanenza media, che passa da 4,2 a 4 giorni.
Considerando i flussi per tipologia di località, provenienza e
ricettività (alberghiera e complementare) è però rilevante che circa
29 milioni di arrivi (il 33,8% del totale) sono stati registrati in
città di interesse storico ed artistico, contro i circa 20 milioni
(23,3%) rilevati nelle località marine. Se si considerano solo gli
stranieri la quota di chi sceglie il turismo culturale sale ancora
(44% degli arrivi), anche se diminuisce nettamente considerando le
presenze totali (23,6% del totale), in ragione della minore
permanenza media di questa tipologia, correlata al classico tour
«mordi e fuggi». Nelle località di interesse storico-artistico gli
stranieri si fermano mediamente 2,8 giorni, rispetto ai 5,5 nelle
località balneari.
«Dalle indagini - spiega Maria I. Simeon - emerge in particolare il
forte interesse della domanda che proviene soprattutto da Germania,
Regno Unito, Usa e Francia, non solo per il classico circuito delle
città d'arte, ma anche per i centri minori, dovuto anche allo
sviluppo delle compagnie low-cost e alla diffusione di Internet».
Il turismo culturale ha saputo mantenere un trend costante di
crescita e ha sviluppato i maggiori incrementi tra il 1999 ed il
2004: +34,5% gli arrivi e +37,7 le presenze, contro +7,8% arrivi e
+6,2% presenze nelle destinazioni balneari. È poi, ovviamente, meno
soggetto alla stagionalizzazione dei flussi: nei mesi di giugno,
luglio e agosto del 2003 sono stati registrati solo il 29% degli
arrivi nelle località di interesse artistico, contro il 54,5% delle
località marine e il 37,8% di quelle montane. Inoltre, il turismo
culturale è segnato da flussi incoming con buona capacità di spesa,
che richiedono il soddisfacimento di bisogni sia di conoscenza sia
di svago e socializzazione.
«Il prodotto “Città d'Arte”, venduto dai tour operator agli
stranieri, vede, a livello regionale, al primo posto il Lazio
(50,4%), al secondo la Toscana (28,8,%), al terzo il Veneto (10,4%),
seguito in quarta posizione dalla Sicilia (3,5%) e in settima
posizione dalla Campania (1,2%)......
(Fonte Cnr)

(Pag 92)
5. INTERAZIONE TRA ECONOMIA E AMBIENTE
Sul piano ambientale la Toscana è caratterizzata, nel suo
complesso, da una situazione relativamente più favorevole rispetto a
quella del resto delle regioni sviluppate del paese: dimensione del
sistema produttivo, specializzazioni prevalenti determinano un
carico inquinante piuttosto contenuto. La stessa distribuzione delle
attività produttive e residenziali sul territorio, pur mettendo in
evidenza alcune aree di marcata criticità, ha consentito di
salvaguardare ampie aree di pregio ambientale da cui trae vantaggio
l’intera regione.
L’attenzione alle tematiche ambientali che si è sviluppata negli
anni più recenti ha condotto ad alcuni evidenti miglioramenti come
quelli che derivano dalla riduzione dell’intensità energetica; ma
attenzione e maggiore consapevolezza dei problemi non sono
sufficienti a modificare i comportamenti dei soggetti economici (la
produzione di rifiuti continua a crescere come pure l’uso delle
macchine private).
Resta peraltro il fatto che anche qualora la tendenza osservata
negli anni passati in termini di una maggiore attenzione
all’ambiente permanesse anche negli anni a venire, la prevista
evoluzione delle attività produttive e residenziali, pur essendo
tutto sommato modesta, ci manterrebbe ben distanti dagli obiettivi
di Kyoto. La questione ambientale rappresenterà nei prossimi anni un
tema cruciale anche -e soprattutto- per una regione che fa
dell’elevata qualità della vita il suo elemento distintivo.
(Pag 108)
6. ASPETTI DEMOGRAFICI
Fra venti anni la Toscana avrà 3,7 milioni di abitanti, con un
aumento rispetto ad oggi di quasi il 4%, grazie all’immigrazione che
compenserà il calo naturale. Gli stranieri presenti in Toscana
saranno oltre 400 mila, ovvero il 12% della popolazione, ma questa
incidenza raggiungerà il 20% fra i giovani al di sotto dei trenta
anni e nelle grandi città.
Gli abitanti aumenteranno in totale di 120 mila unità, ma le
famiglie saranno ben 200 mila in più perché saranno più piccole di
oggi, tanto che un terzo saranno formate da una persona sola; una
parte consistente di queste famiglie unipersonali sarà costituita da
persone al di sopra dei 60 anni e questo farà sì che l’assistenza
domiciliare sarà necessariamente sempre più diffusa.
L’invecchiamento della popolazione porrà molti problemi di natura
sociale, economica ed abitativa: l’età media salirà a 47 anni (ora è
di 44 anni), un abitante su otto avrà più di 75 anni e l’indice di
vecchiaia (il rapporto fra ultrasessantacinquenni e minori di 15)
supererà il valore di due.
(Pag 120)
7. PARTECIPAZIONE AL LAVORO
La partecipazione al lavoro aumenterà nei prossimi anni per la
crescita dei livelli di istruzione e per la conferma degli intensi
movimenti di immigrazione. La forza lavoro crescerà certamente di
circa 50 mila unità nei prossimi venti anni, ma l’aumento potrà
essere ancora maggiore se si confermeranno le dinamiche più recenti
che hanno visto una sempre maggiore presenza delle donne nel mercato
del lavoro e un allungamento
della vita lavorativa rivolto a ridurre la spesa pensionistica.
Il contributo all’aumento dell’offerta di lavoro sarà equilibrato
fra donne e uomini e crescerà considerevolmente il livello di
istruzione: i lavoratori con titolo superiore all’obbligo passeranno
dal 55% attuale al 73%, i laureati dall’attuale 12% passeranno al
17%.
Le dinamiche attuali fanno prevedere, in conclusione, un tendenziale
avvicinamento della Toscana agli obbiettivi europei di Lisbona, ma
per il tasso di occupazione femminile e per quello della popolazione
in età avanzata la distanza è così ampia da non poter essere colmata
nei tempi previsti.
Pag 180
11. CULTURA
È ormai forte la consapevolezza dell’importanza della cultura tanto
come settore produttivo che per le molteplici interrelazioni con una
quantità di attività economiche, rispetto alle quali rappresenta
-per altro- un fattore di innovazione. Ciò è tanto più vero nella
nostra regione che ricopre una posizione di leadership nei confronti
del resto del paese, per la ricchezza del patrimonio e per
l’afflusso di presenze ai musei e ai luoghi d’arte. Alle
potenzialità di attrazione delle nostre realtà si coniuga un
innegabile attivismo delle istituzioni pubbliche e in particolare
degli enti locali, la cui capacità di spesa è notevolmente superiore
agli altri contesti del paese. Le tendenze in atto sono quelle di
una crescita dei consumi culturali, legati al più elevato livello di
istruzione della popolazione e all’affacciarsi di una nuova domanda
turistica proveniente ai paesi emergenti. Non sono pochi, però, i
fattori critici in una visione prospettica, dovuti alla
forte concentrazione dei flussi, a danno della vivibilità da parte
delle comunità locali e dell’equilibrio tra attività produttive e
territori e alle difficoltà finanziarie di conservazione e
valorizzazione di un patrimonio di tale vastità.
Pag 194
12. MOBILITÀ E TRASPORTI
Anche se la mobilità aumenterà a tassi inferiori del passato, la
maggior parte delle tipologie di trasporto avrà un aumento superiore
a quella del reddito. I tentativi di promuovere un riequilibrio
modale saranno di efficacia limitata e il trasporto stradale
continuerà ad essere il mezzo di comunicazione più utilizzato.
Questo renderà ancor più difficile la situazione della Toscana che
ha oggi indici di motorizzazione fra i più alti d’Italia e che, per
la sua posizione geografica, è esposta ad un notevole carico di
attraversamento Nord Sud.
Anche se in Toscana si realizzeranno tutte le infrastrutture di
trasporto programmate, le criticità non verranno risolte e i costi
sociali della congestione (in particolare gli effetti sulla salute),
considerati i margini limitati di innovazione tecnologica, si
manterranno elevati e superiori agli attuali. La concentrazione
progressiva della popolazione nelle aree urbane, in particolare
nelle cinture periferiche dei grandi centri, renderà infine il
fenomeno del pendolarismo sempre più pervasivo e costoso per i
cittadini e per gli enti locali.

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