Il nostro lavoro si basa sulla raccolta di notizie utili sia per la gestione della vacanza in Toscana che per la scelta tra un gran numero di offerte della soluzione ottimale

 

Urlaub in der Toskana im Ferienhaus News letter

 

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Il Gestore può fare cosa gradita al proprio Ospite dando una serie di consigli preventivi quali:

Per l’arrivo:

  1. munirsi di fotocopia (da lasciare ai gestori) dei documenti di identità nazionali, completata degli estremi necessari in Italia:  attuale indirizzo di residenza;
  2. leggere innanzitutto il  “Prontuario della casa” per prendere avvertenza delle varie notazioni;
  3. leggere subito dopo il “Libro degli ospiti” per prendere nota delle indicazioni e dei suggerimenti riportati da chi ha vissuto precedentemente  gli stessi ambienti;
  4. prendere visione subito della documentazione turistica predisposta dal gestore e fornita dalla locale pro-loco o ufficio del turismo;
  5. farsi indicare i percorsi naturalistici, vita, escursionistici, trekking vicini alla struttura ( sia a piedi, mountain bike, cavallo, canoa);
  6. prendere nota delle mappe tematiche dell’area e dei servizi offerti ( impianti di pesca, golf, tennis, escursioni in mongolfiera, ecc.);
  7. prendere nota degli indirizzi di assistenza medica ed ospedaliera più vicini alla struttura e capaci di dialogare in lingua;
  8. prendere con sé il biglietto da visita, con i numeri telefonici del  cellulare dei proprietari/gestori per eventuali emergenze.

 

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Riteniamo cosa utile che un Gestore di agriturismo o casa vacanza tenga presente quale è la politica della Regione Toscana in ordine a particolari aspetti ...

Regione Toscana

Benvenuti ragazzi

 

Il progetto, voluto dalla Regione Toscana, nato con l’obiettivo di porre in contatto domanda e offerta di turismo scolastico. Infatti, analizzando i cambiamenti della domanda turistica degli ultimi anni, la Regione Toscana ha compreso quanto ormai sia divenuta una necessità riconsiderare l’organizzazione dei viaggi d’istruzione convogliando  in un’unica offerta tutte le risorse dei singoli territori della Toscana. 

Il progetto regionale punta a mettere in relazione gli intermediari e i produttori dei pacchetti turistici, gli operatori della filiera turistica e l’istituzione scolastica. In particolare il progetto è coordinato dall’Agenzia per il Turismo della Provincia di Arezzo che in stretta collaborazione con le A.p.t. di competenza offre i suggerimenti necessari alla realizzazione di itinerari tematici e di percorsi adatti alle classi anche tenendo in considerazione i programmi scolastici.  Convinti che l’accoglienza sia alla base di ogni offerta turistica, ma che la qualità faccia la differenza, la Regione ha redatto il disciplinare “Benvenuti in Toscana Ragazzi” che si inserisce nel progetto regionale “Benvenuti in Toscana”.

Scopo del disciplinare è quello di incoraggiare l'adesione delle imprese al miglioramento degli standard qualitativi connessi all'accoglienza, oltre che contribuire alla valorizzazione delle risorse minori.

Il disciplinare si basa sull'adesione volontaria delle imprese che dovranno impegnarsi, nel caso delle strutture ricettive, a:

  • non superare la sistemazione di tre ospiti per camera, mettere a disposizione camere singole per gli accompagnatori e spazi per incontri a carattere didattico/ricreativo;
  • predisporre un menù di almeno tre portate che valorizzi la tradizione gastronomica locale;
  • essere flessibili negli orari di rientro notturno.

Nel caso delle Agenzie di Viaggio, a:

  • fornire pacchetti che tengano conto delle esigenze didattiche espresse dal gruppo;
  • utilizzare fornitori in grado di garantire standard di qualità;
  • seguire modalità standard di presentazione del pacchetto;
  • concordare la visita e assicurare i necessari collegamenti con i programmi didattici del gruppo/classe con le guide turistiche se fornite. 

Il progetto si sviluppa attraverso una serie di iniziative di carattere comunicativo e promozionale, prima fra tutte la creazione di questo sito internet contenente informazioni sugli itinerari più interessanti dal punto di vista didattico, storico, culturale e ambientale e sulle strutture ricettive più adeguate ai giovani.  

Inoltre, attraverso lo studio dei questionari che sono stati inviati a 13385 scuole italiane, all’interno del sito sarà consultabile una sezione contenente le schede didattiche differenziate per tipologia di scuola e classe di cui gli insegnanti potranno usufruire per la progettazione del viaggio di istruzione. Nel sito sono presenti anche i link di accesso ai portali delle singole A.p.t. della Toscana.

Attraverso l’attivazione di newsletter per le scuole vengono fornite molteplici informazioni, come ad esempio le proposte didattico-commerciali comprendenti le eventuali facilitazioni che potranno essere concesse ai gruppi scolastici. 

Certi che questo progetto non potrà che offrire nuove opportunità per scoprire la nostra regione, non ci resta che augurare “Benvenuti in Toscana Ragazzi”.

 

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Benvenuti alla nuova newsletter del portale Tgh.

L'argomento di oggi: "E' il turismo culturale a tirare di più in Italia"

Uno studio dell'istituto di ricerche sulle attività terziarie (Irat) del Cnr

Il turismo culturale ha saputo mantenere un trend costante di crescita e ha sviluppato i maggiori incrementi tra il 1999 ed il 2004: +34,5% gli arrivi e +37,7 le presenze, contro +7,8% arrivi e +6,2% presenze nelle destinazioni balneari. Lazio, Toscana e Veneto le più amate per le città d'arte, mentre il Sud è a «macchia di leopardo»

Il turismo culturale trionfa in Italia dove, grazie alla ricchezza dei beni artistici diffusi sul territorio, attrae un terzo dei visitatori (più delle località balneari) e quasi la metà degli stranieri. Un modello vincente che, adeguatamente potenziato e valorizzato, può assicurare al nostro Paese un vantaggio competitivo nella globalizzazione dei mercati. Ad analizzare questo settore è uno studio di Maria I. Simeon dell'Istituto di ricerche sulle attività terziarie (Irat) del Consiglio nazionale delle ricerche, pubblicato nel volume «Il turismo tra teoria e prassi» (Esi editore) in corso di stampa.
Nel 2005 si conferma la crescita della domanda turistica in Italia, con un aumento del 2,7% sia negli arrivi sia nelle presenze rispetto all'anno precedente, quando si sono registrati quasi 86 milioni di arrivi e 345 milioni di presenze, di cui circa 3 su 10 straniere. Il trend è dunque positivo, anche se tra il 2000 ed il 2004 gli arrivi sono aumentati del 7,4%, mentre le presenze solo del 2%: si è ridotta quindi la permanenza media, che passa da 4,2 a 4 giorni.
Considerando i flussi per tipologia di località, provenienza e ricettività (alberghiera e complementare) è però rilevante che circa 29 milioni di arrivi (il 33,8% del totale) sono stati registrati in città di interesse storico ed artistico, contro i circa 20 milioni (23,3%) rilevati nelle località marine. Se si considerano solo gli stranieri la quota di chi sceglie il turismo culturale sale ancora (44% degli arrivi), anche se diminuisce nettamente considerando le presenze totali (23,6% del totale), in ragione della minore permanenza media di questa tipologia, correlata al classico tour «mordi e fuggi». Nelle località di interesse storico-artistico gli stranieri si fermano mediamente 2,8 giorni, rispetto ai 5,5 nelle località balneari.
«Dalle indagini - spiega Maria I. Simeon - emerge in particolare il forte interesse della domanda che proviene soprattutto da Germania, Regno Unito, Usa e Francia, non solo per il classico circuito delle città d'arte, ma anche per i centri minori, dovuto anche allo sviluppo delle compagnie low-cost e alla diffusione di Internet».
Il turismo culturale ha saputo mantenere un trend costante di crescita e ha sviluppato i maggiori incrementi tra il 1999 ed il 2004: +34,5% gli arrivi e +37,7 le presenze, contro +7,8% arrivi e +6,2% presenze nelle destinazioni balneari. È poi, ovviamente, meno soggetto alla stagionalizzazione dei flussi: nei mesi di giugno, luglio e agosto del 2003 sono stati registrati solo il 29% degli arrivi nelle località di interesse artistico, contro il 54,5% delle località marine e il 37,8% di quelle montane. Inoltre, il turismo culturale è segnato da flussi incoming con buona capacità di spesa, che richiedono il soddisfacimento di bisogni sia di conoscenza sia di svago e socializzazione.
«Il prodotto “Città d'Arte”, venduto dai tour operator agli stranieri, vede, a livello regionale, al primo posto il Lazio (50,4%), al secondo la Toscana (28,8,%), al terzo il Veneto (10,4%), seguito in quarta posizione dalla Sicilia (3,5%) e in settima posizione dalla Campania (1,2%)......

(Fonte Cnr)

 

I.R.P.E.T.

 

(Pag 92)

5. INTERAZIONE TRA ECONOMIA E AMBIENTE

 Sul piano ambientale la Toscana è caratterizzata, nel suo complesso, da una situazione relativamente più favorevole rispetto a quella del resto delle regioni sviluppate del paese: dimensione del sistema produttivo, specializzazioni prevalenti determinano un carico inquinante piuttosto contenuto. La stessa distribuzione delle attività produttive e residenziali sul territorio, pur mettendo in evidenza alcune aree di marcata criticità, ha consentito di salvaguardare ampie aree di pregio ambientale da cui trae vantaggio l’intera regione.

L’attenzione alle tematiche ambientali che si è sviluppata negli anni più recenti ha condotto ad alcuni evidenti miglioramenti come quelli che derivano dalla riduzione dell’intensità energetica; ma attenzione e maggiore consapevolezza dei problemi non sono sufficienti a modificare i comportamenti dei soggetti economici (la produzione di rifiuti continua a crescere come pure l’uso delle macchine private).

Resta peraltro il fatto che anche qualora la tendenza osservata negli anni passati in termini di una maggiore attenzione all’ambiente permanesse anche negli anni a venire, la prevista evoluzione delle attività produttive e residenziali, pur essendo tutto sommato modesta, ci manterrebbe ben distanti dagli obiettivi di Kyoto. La questione ambientale rappresenterà nei prossimi anni un tema cruciale anche -e soprattutto- per una regione che fa dell’elevata qualità della vita il suo elemento distintivo.

 

(Pag 108)

 6. ASPETTI DEMOGRAFICI

Fra venti anni la Toscana avrà 3,7 milioni di abitanti, con un aumento rispetto ad oggi di quasi il 4%, grazie all’immigrazione che compenserà il calo naturale. Gli stranieri presenti in Toscana saranno oltre 400 mila, ovvero il 12% della popolazione, ma questa incidenza raggiungerà il 20% fra i giovani al di sotto dei trenta anni e nelle grandi città.

Gli abitanti aumenteranno in totale di 120 mila unità, ma le famiglie saranno ben 200 mila in più perché saranno più piccole di oggi, tanto che un terzo saranno formate da una persona sola; una parte consistente di queste famiglie unipersonali sarà costituita da persone al di sopra dei 60 anni e questo farà sì che l’assistenza domiciliare sarà necessariamente sempre più diffusa.

L’invecchiamento della popolazione porrà molti problemi di natura sociale, economica ed abitativa: l’età media salirà a 47 anni (ora è di 44 anni), un abitante su otto avrà più di 75 anni e l’indice di vecchiaia (il rapporto fra ultrasessantacinquenni e minori di 15) supererà il valore di due.

 

(Pag 120)

 7. PARTECIPAZIONE AL LAVORO

La partecipazione al lavoro aumenterà nei prossimi anni per la crescita dei livelli di istruzione e per la conferma degli intensi movimenti di immigrazione. La forza lavoro crescerà certamente di circa 50 mila unità nei prossimi venti anni, ma l’aumento potrà essere ancora maggiore se si confermeranno le dinamiche più recenti che hanno visto una sempre maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro e un allungamento

della vita lavorativa rivolto a ridurre la spesa pensionistica.

Il contributo all’aumento dell’offerta di lavoro sarà equilibrato fra donne e uomini e crescerà considerevolmente il livello di istruzione: i lavoratori con titolo superiore all’obbligo passeranno dal 55% attuale al 73%, i laureati dall’attuale 12% passeranno al 17%.

Le dinamiche attuali fanno prevedere, in conclusione, un tendenziale avvicinamento della Toscana agli obbiettivi europei di Lisbona, ma per il tasso di occupazione femminile e per quello della popolazione in età avanzata la distanza è così ampia da non poter essere colmata nei tempi previsti.

 

Pag 180

 11. CULTURA

È ormai forte la consapevolezza dell’importanza della cultura tanto come settore produttivo che per le molteplici interrelazioni con una quantità di attività economiche, rispetto alle quali rappresenta -per altro- un fattore di innovazione. Ciò è tanto più vero nella nostra regione che ricopre una posizione di leadership nei confronti del resto del paese, per la ricchezza del patrimonio e per l’afflusso di presenze ai musei e ai luoghi d’arte. Alle potenzialità di attrazione delle nostre realtà si coniuga un innegabile attivismo delle istituzioni pubbliche e in particolare degli enti locali, la cui capacità di spesa è notevolmente superiore agli altri contesti del paese. Le tendenze in atto sono quelle di una crescita dei consumi culturali, legati al più elevato livello di istruzione della popolazione e all’affacciarsi di una nuova domanda turistica proveniente ai paesi emergenti. Non sono pochi, però, i fattori critici in una visione prospettica, dovuti alla

forte concentrazione dei flussi, a danno della vivibilità da parte delle comunità locali e dell’equilibrio tra attività produttive e territori e alle difficoltà finanziarie di conservazione e valorizzazione di un patrimonio di tale vastità.

 

Pag 194

 12. MOBILITÀ E TRASPORTI

Anche se la mobilità aumenterà a tassi inferiori del passato, la maggior parte delle tipologie di trasporto avrà un aumento superiore a quella del reddito. I tentativi di promuovere un riequilibrio modale saranno di efficacia limitata e il trasporto stradale continuerà ad essere il mezzo di comunicazione più utilizzato. Questo renderà ancor più difficile la situazione della Toscana che ha oggi indici di motorizzazione fra i più alti d’Italia e che, per la sua posizione geografica, è esposta ad un notevole carico di attraversamento Nord Sud.

Anche se in Toscana si realizzeranno tutte le infrastrutture di trasporto programmate, le criticità non verranno risolte e i costi sociali della congestione (in particolare gli effetti sulla salute), considerati i margini limitati di innovazione tecnologica, si manterranno elevati e superiori agli attuali. La concentrazione progressiva della popolazione nelle aree urbane, in particolare nelle cinture periferiche dei grandi centri, renderà infine il fenomeno del pendolarismo sempre più pervasivo e costoso per i cittadini e per gli enti locali.

 

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